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Attraverso le arti sceniche esploriamo orizzonti possibili di vicinanza e cittadinanza, (ri)animiamo luoghi e comunità, realizziamo sogni di oggetti fragili come gli uomini. Noi e il nostro pubblico. Qui prosegue l'incontro.

mercoledì 26 ottobre 2011


Si avvicina la quinta edizione di

PAESAGGIO CON UOMINI 2011 – 2012
A novembre il nuovo programma

“ Ci obbligano a pensare che la cultura e lo spettacolo debbano essere evasione e non pensiero, coscienza e creazione. Ci obbligano a credere che siano intrattenimento e passatempo e non cultura, perché non vogliono solo chiudere i teatri ma le teste. Le anime, le intelligenze. Vogliono chiuderci le idee a suon di mezzi di distrazioni di massa. La cultura dipende dalla coscienza, dall’arte dell’anima che porta alla metamorfosi, ai cambiamenti. Dobbiamo allevare le nostre teste, le nostre intelligenze a dire NO, a cambiare linguaggi, a cambiare codici, a far pensiero. Poi parliamo di politica, di amministrazioni, di manovre, di comuni, di province, di enti. Dopo.
Se siamo arrivati a pensare che investimento è ciò che produce, quindi soprattutto denaro, è perché non sappiamo investire nell’arte del pensare, dell’inventare, ma siamo sepolti dall’imitare, parodiare, scherzare, fare il verso. Non dai versi, quelli dei poeti. Fare il verso. La satira la lascio a due tre grandissimi che la sanno fare. Per il resto iniziamo a spegnere l’inguardabile, l’orrendo, il solito, il poco. Cominciamo ad accendere i riflettori per riflettere, sotto le pensiline a pensare. Si chiamano pensiline perché non ci piove, dobbiamo pensare. Non è innocuo il vuoto, il niente, il pericoloso. E’ pericoloso. E’ pericoloso, non è innocuo. E’ una forma di idiozia, abitua all’assuefazione, abitua ad accontentarsi, a riderci sopra e intanto ci mettono sotto.
Cosa succede a forza di puppe, di secchioni, di cazzeggio, di parodie? “

da Lettera al Valle di Alessandro Bergonzoni

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